Firenze è una città magica, quasi sospesa nel tempo. La prima volta che la si vede sembra incantata, pare che dal 1400 ad oggi nulla sia cambiato. Attraversando il centro, davanti alla maestosità della Cattedrale di Santa Maria del Fiore, non si può fare a meno di rimanere a bocca aperta. Ma a Firenze c’è molto altro da vedere, strade da attraversare, bancarelle in cui perdersi e luoghi da scoprire. La prima volta in questa città non bisogna fare altro che comprare un bel quaderno di carta fiorentina e annotare tutte le impressioni che Firenze suscita. In tutta la sua magnificenza, però, ha qualcosa di malinconico. Non si può fare a meno di pensare a Dante, al suo amore per quelle vie, alla travagliata storia della città e ai suo versi. Quell’immobilità del marmo con cui è costruita, nonostante tutti i turisti che quotidianamente la popolano, la rende a tratti austera, forse distante, ma comunque elegante e meravigliosa. Un po’ come una vecchia signora di classe di cui si può ancora vedere bellezza di quando era giovane. Per tutti gli amanti di questa città abbiamo selezionato i migliori aforismi tratti da diverse opere e vari autori. Non dimenticate di passare da Firenze se ne capita l’occasione.

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E quando in Palazzo Vecchio, bello come un’agave di pietra,
salii i gradini consunti, attraversai le antiche stanze,
e uscì a ricevermi un operaio, capo della città, del vecchio fiume, delle
case tagliate come in pietra di luna, io non me ne sorpresi: la maestà del
popolo governava.
(Pablo Neruda)

Mi sor­prende orgoglioso il pensiero di essere oggi il sindaco di una città che ha rinunciato ai soldi dello sponsor, al cosid­detto naming right, per intitolare il palazzo dello sport a Nelson Mandela. Se volete venire a un concerto o a un match di basket a Firenze, sarete ospiti del Nelson Mande­la Forum: perché i bambini sappiano, conoscano, non di­mentichino.
(Matteo Renzi)

Guardando da un lato da Fiesole, e dall’altro da Bellosguardo, per dire solo due tra i nomi più famosi, Firenze giace al centro della conca di colli, che è un monumento artistico nel suo insieme.
(Guido Piovene)

Il Signore… ha fatto di Firenze la città della Santissima Annunziata! Non esiste altra città cristiana (altro tipo di civiltà cristiana) che sia, sotto questo aspetto, confrontabile con Firenze: la stessa struttura urbanistica della città si svolge in modo omogeneo attorno al mistero mariano: la città intera, tutta la sua cultura e tutta la sua storia, è come un poema che ha per centro Maria!
(Giorgio La Pira)

Ho un debole per gli occhi chiari ed i capelli biondi datati Firenze 1400.
(aerdna77, Twitter)

A Firenze ho ricevuto un’accoglienza fantastica, un affetto eccezionale. Quanto allo stipendio più basso, in effetti c’è stato un cambiamento anche a livello economico, ma ne valeva la pena.
(Alberto Gilardino)

Firenze principale città di Toscana è una delle prime d’Italia, è posta alle radici del monte Apennino, dal quale è coperta dalla parte settentrionale e orientale, dove si veggono molti poggi, sopra de’ quali sono fondati di bellissimi palazzi e ville nobilissime che fanno parere la contrada molto dilettevole: verso occidente si stende in una amplissima pianura. È divisa in due parti dal fiume Arno sopra del quale sono quattro gran ponti di pietra per passare di qua e di là. Nella città sono edificii e sacri e profani di mirabile struttura e di spesa incredibile.
(Andrea Minucci)

Durante il suo primo viaggio in Italia, avvenuto nel 1786, Goethe si era soffermato a Firenze solo un giorno per visitare il giardino di Boboli e, come si legge nei Quaderni dei giorni e degli anni del 1803, si era poi pentito di questa visita “veloce come il vento” in cui non era riuscito a vedere proprio nulla della città.
(Anonimo)

Che bella Firenze le sere d’estate, | le luci del centro, le nostre risate… (Brunori Sas)

Firenze spara i fochi quando arriva San Giovanni, noi si guardano e si dice: “gli eran meglio quegli altr’anni”. (Leonardo Pieraccioni)

Fiorenza dentro dalla cerchia antica,
ond’ella toglie ancora e terza e nona,
si stava in pace, sobria e pudica.
Non avea catenella, non corona,
non gonne contigiate, non cintura
che fosse a veder piú che la persona.
(Dante Alighieri, Paradiso XV, 97-102)

Per coloro che non conoscono Firenze o la conoscono poco, alla sfuggita e di passaggio, dirò com’ella sia una città molto graziosa e bella circondata strettamente da colline armoniosissime. Questo strettamente non lasci supporre che il povero cittadino debba rizzare il naso per vedere il cielo come di fondo a un pozzo, bene il contrario, e vi aggiungerò un dolcemente che mi pare tanto appropriato, giacché le colline vi scendono digradando, dalle più alte che si chiamano monti addirittura e si avvicinano ai mille metri d’altezza, fino a quelle lievi e bizzarre di cento metri o cinquanta. Dirò anzi che da un lato soltanto e per un tratto breve, la collina rasentando la città la sovrasta a picco, formandoci un verone al quale con impareggiabile gusto ci possiamo affacciare.
(Aldo Palazzeschi)

L’altro giorno la ragazza di ventidue anni che mi pettina mi ha detto “Voglio tornare a Firenze: quando guardo il David di Michelangelo rimango a bocca aperta e non riescono a portarmi via”. A me emoziona la bellezza, anche vista dagli altri.
(Diana Bracco)

Non morrà in Italia il ricordo dei difensori toscani che con animo non impari a quello del leggendario manipolo lacedemone, apposero i loro petti alle orde avanzanti tra Curtatone e Montanara sui campi italiani a ripristinare il dominio del giogo feroce e della tirannide austriaca. Oggi, l’Italia, la Toscana e Firenze, in quella regione ideale del tempo, della storia e della gloria che il tempio di Santa Croce, innalzano a quel ricordo i pensieri più puri e dedicano a quella gloria il fiore delle loro speranze.
(Maffio Maffii)

Oggi [Porta Romana, a Firenze] è un impressionante groviglio di traffico, ma un tempo l’austera porta d’accesso a Firenze ospitava la Fiera dei Contratti, dove i padri vendevano le figlie, combinando contratti di matrimonio, spesso costringendole a esibirsi in danze provocanti per assicurarsi cifre più alte.
(Dan Brown)

Quivi soltanto è conceduto di trar fuori, come dalla sorgente, i modi più puri, più graziosi della nostra lingua; quivi soltanto si può procurarsi la cognizione e la pratica di quella proprietà ed evidenza de’ vocaboli, di quelle loro infinite pieghe, gradazioni e minime varietà, che invano si cercherebbero sui libri o sui dizionari, e che, se non sono tolte dal vivo discorso, non si potranno portare giammai nelle scritture.
(Giuseppe Bianchetti)

Fiorenza giglio di potenza virgulto primaverile. Le mattine di primavera sull’Arno. La grazia degli adolescenti (che non è grazia al mondo che vinca tua grazia d’Aprile), vivo vergine continuo alito, fresco che vivifica i marmi e fa nascere Venere Botticelliana…
(Dino Campana)

La storia fiorentina è la storia tipica di una città nella quale l’intelligenza predomina.
(Guido Piovene)

Godi, Fiorenza, poi che se’ sí grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ‘nferno tuo nome si spande!
Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.
(Dante Alighieri, Inferno XXVI, 1-6)

Entro dei ponti tuoi multicolori
L’Arno presago quietamente arena
E in riflessi tranquilli frange appena
Archi severi tra sfiorir di fiori
(Dino Campana)

Quando sento che mi prende la depressione, torno a Firenze a guardare la cupola del Brunelleschi: se il genio dell’uomo è arrivato a tanto, allora anche io posso e devo provare a creare, agire, vivere.
(Franco Zeffirelli)

Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati. Uscendo da Santa Croce, ebbi un battito del cuore, la vita per me si era inaridita, camminavo temendo di cadere.
(Stendhal, mentre descrive quella che è comunemente chiamata la Sindrome di Stendhal)

Feci così il mio ingresso in Firenze con la mia carrozzella aperta, e benché avessi un aspetto impolverato, proprio come uno che viene dalle Alpi, non mi curai di nulla; passai tutto lieto in mezzo ad eleganti equipaggi, dai quali mi guardavano i visi delicati di Lady Inglesi e pensai: verrà il giorno in cui dovrete stringere le mani al viaggiatore che fate finta di non vedere!
(Felix Mendelssohn)

Vi sono momenti in cui, rinchiuso in queste grandi chiese, tra questi antichi palazzi, sotto le volte dei portici, mi credo decisamente un uomo del tredicesimo o quattordicesimo secolo. L’aria che si respira, i luoghi che si vedono, tutto contribuisce a modificare il pensiero, a far dimenticare le abitudini più familiari, e spesso mi sveglio stupito di non incontrare il gonfaloniere e il suo seguito, un Uberti o un Buondelmonte, Masaccio o Michelangelo. È certo che la storia si aggira per le strade in questo paese. (Étienne-Jean Delécluze)

A Parigi impari l’arguzia, a Londra impari ad eliminare i tuoi avversari sociali, a Firenze impari il portamento.
(Virgil Thomson)

Io entrai a Firenze. Era
di notte. Tremai sentendo
quasi addormentato ciò che il dolce fiume
mi raccontava. Io non so
ciò che dicono i quadri e i libri
(non tutti i quadri né tutti i libri
solo alcuni),
ma so ciò che dicono
tutti i fiumi.
Hanno la stessa lingua che io ho.
(Pablo Neruda)

La cosa più bella di Tokyo è McDonald’s. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald’s. La cosa più bella di Firenze è McDonald’s. A Pechino e a Mosca non c’è ancora niente di bello. (Andy Warhol)

Tutta la Toscana, e Firenze in maniera speciale, è la parte dell’Italia dove la pietra ha più valore. Firenze è una città di pietra. L’architettura ha la magia di uno strumento ottico di precisione.
(Guido Piovene)

Roma la santa, Bologna la dotta, Genova la superba, Firenze la bella, Venezia la ricca.
(Proverbio francese)

Firenze l’è piccina… e vista dal piazzale, la pare una bambina, vestita a carnevale.
(Leonardo Pieraccioni)

Firenze è stata la città dei guelfi e dei ghibellini. Ma poi i guelfi, tanto per star tranquilli, si divisero pure in bianchi e neri. Io sono un fiorentino vero, non uno che fa il salto della quaglia come Lamberto Dini. Voglio curare Firenze come si merita e non sono in vendita.
(Matteo Renzi)

Firenze è una città per sposi; Venezia, per amanti; Torino, per i vecchi coniugi che non hanno più nulla da dirsi.
(Pitigrilli)

Il «mistero dei tetti» di Firenze è tutto qui: essi sono, con la Cupola, quasi un «sacramento» che si fa specchio e diffusore della bellezza, della purità e della pace celeste!
(Giorgio La Pira)

E come ‘l volger del ciel de la luna
cuopre e discuopre i liti sanza posa,
così fa di Fiorenza la Fortuna:
per che non dee parer mirabil cosa
ciò ch’io dirò de li alti Fiorentini
onde è la fama nel tempo nascosa.
(Dante Alighieri, Inferno XVI, 82-87)

Firenze lo sai non è servita a cambiarla
La cosa che ha amato di più è stata l’aria
Lei ha disegnato ha riempito cartelle di sogni
Ma gli occhi di marmo del colosso toscano guardano troppo lontano
(Ivan Graziani, Firenze – canzone triste)

Che cosa rende Firenze una città unica, che attira ogni anno centinaia di migliaia di turisti da tutto il mondo? I monumenti? I musei, che custodiscono innumerevoli capolavori? Le chiese, i palazzi? La meravigliosa cornice di colline? I panorami? L’“Arno d’argento”? Tutto questo e molto altro ancora.
(Marilena Tamassia, direttrice del Gabinetto Fotografico Polo Museale Fiorentino)

E tu prima, Firenze, udivi il carme | che allegrò l’ira al Ghibellin fuggiasco, | e tu i cari parenti e l’idïoma | dèsti a quel dolce di Calliope labbro | che Amore in Grecia nudo e nudo in Roma | d’un velo candidissimo adornando, | rendea nel grembo a Venere Celeste. (Ugo Foscolo)

Firenze è una città che ha uno spiccato carattere, ed è fermamente radicata nei sentimenti di molte persone. Benché molti stranieri possano in un primo tempo sentirla fredda e scostante, purtuttavia essi non possono negare la sua speciale intensità. Vivere in tale ambiente, qualunque siano i problemi economici e sociali incontrati, sembra aggiungere una straordinaria profondità all’esperienza, sia pur essa di gioia, di melanconia o di adesione completa.
(Kevin Andrew Lynch)

Tutto qui spira grandezza, gusto, umanità, purezza, e bellezza, nel più alto grado. Credo che sarei più felice qui con voi, che in qualsiasi altro luogo. Ciò è il massimo elogio che io possa fare a questa città. Non so se voi amiate pitture, statue, bronzi, marmi antichi di tutte le qualità. Lo credo, perché lo desidero.
(Klemens von Metternich)

Suo padre è un giornalista, sua madre una maestra di lingue straniere. Il bimbo ha otto anni, ma pare che ne abbia dodici per le strane cose che sa, per le singolari risposte che dà. Egli è già stato a Venezia, a Firenze, a Napoli, non gli resta più nessuna impressione di paesaggio per la sua gioventù: egli si stringe nelle spalle quando gli nominano il Vesuvio o la gondola.
(Matilde Serao)

Presto ritornerò a questa lieta Firenze, dove solamente posso vivere.
(Pietro Giordani)

Molti muoiono a Firenze non avendo potuto nascerci.
(Ennio Flaiano)

Si paragona spesso Firenze alla Grecia, ma questa è una Grecia in cui, forse per l’origine etrusca, al rigore si mescola qualche cosa d’altro, una solennità funebre. Non credo retorico qui richiamare il Foscolo e dire che Firenze è la nostra città più adatta a custodire le grandi tombe. Esse prendono una dignità, direi una ambientazione, ignota altrove. Vi è una bellezza vera nella sfilata delle grandi tombe di Santa Croce.
(Guido Piovene)

La sorpresa di Firenze che si rinnova a ogni viaggio. Il piccolo golfo dell’Arno così bene “male” illuminato la sera nei lungarni, la linea sempre aurea dei palazzi, lo svolgersi delle strade, la nettezza dei particolari, il nitore del cielo e dei profili.
(Ennio Flaiano)

Tra tutte le città straniere, Firenze è divenuta certo quella che io preferisco. Più ci vivi e più ti accorgi di amarla. Vi è qualcosa di accogliente da farmi sentire a casa mia.
(Pyotr Ilyich Tchaikovsky)

La detta città di Firenze è molto bene popolata, e generativa per la buona aria: i cittadini ben costumati, e le donne molto belle e adorne: i casamenti bellissimi, pieni di molte bisognevoli arti, oltre all’altre città d’Italia. Per la qual cosa molti di lontani paesi la vengono a vedere, non per necessità, ma per bontà de’ mestieri ed arti, e per bellezza ed ornamento della città.
Piangano adunque i suoi cittadini sopra loro e sopra i loro figliuoli, i quali, per loro superbia e per loro malizia e per gara d’ufici, hanno così nobile città disfatta, e vituperate le leggi, e barattati gli onori in picciol tempo, i quali i loro antichi con molta fatica e con lunghissimo tempo hanno acquistato; e aspettino la giustizia di Dio, la quale per molti segni promette loro male sì come a colpevoli, i quali erano liberi da non potere essere soggiogati.
(Dino Compagni)

E quando siete a Firenze, davanti al campanile di Santa Maria del Fiore, voi potete vedere la prova dell’unione delle arti… nei pannelli esagonali con i bassorilievi uno rappresenta la Pittura, sotto forma di un pittore nella sua bottega. In questi bassorilievi sono le pietre miliari della torre più perfetta costruita in Europa. Questa pietra è stata scolpita dalla mano del suo architetto, e di più, questo architetto-scultore, Giotto, era il più grande pittore del suo tempo.
(John Ruskin)

Firenze la più dannata città italiana dove non c’è posto per sedersi, stare in piedi o camminare.
(Ezra Pound)